Viggianello

castello_esterno-11Situato su di uno sperone roccioso a confine tra Lucania e Calabria,e scelto dai Romani come Castrum, sovrasta l’intera vallata del Merkurion, dove un gioco di luci e colori danno vita a paesaggi e panorami unici, autentici, che trasmettono un senso di calma e serenità. Le origini del paese sono poco chiare. Fonti parlano di primi insediamenti di monaci basiliani risalenti al IX secolo: i monaci di rito greco si insediarono nella Regione in due distinte direzioni, lungo lo Ionio risalendo la valle del Sinni ,raggiunsero il monte Raparo le montagne del potentino e del Vulture, lungo il Tirreno risalendo il fiume Lao, raggiunsero la Valle del Mercure dove si stabilirono fino alla Valle del Sele.
Dapprima, erano solo pochi asceti che si ritrovarono nelle loro chiese, poi diventarono sempre più numerosi trovando riparo nelle Laure e nei monasteri. I monaci costruirono rapporto di fraternità con le popolazioni locali alle quali, fornirono aiuti religiosi e lavoro nei loro terreni. Fu così che, sentendosi protetti costruirono le loro capanne intorno al cenobio. I monasteri erano in muratura, le loro fortificazioni accoglievano le famiglie dei contadini e gli animali, che così venivano difesi da attacchi esterni. Sul Pollino i monasteri fortificati erano tre: San Nicola di Trypa, Santa Maria del Soccorso a Rotonda e San Pasquale a Viggianello. Successivamente il territorio viene abitato da Longobardi e Bizantini che mutano il castrum in kastrion, ovvero luogo fortificato abitato da agricoltori. Con i Normanni comincia a consolidarsi l’insediamento sulla collina di Viggianello grazie alla creazione della roccaforte con torre quadrata (tipica dell’architettura normanna) e della chiesa del castello dedicata a San Nicola di Bari (di cui restano oggi solo pochi ruderi); Gli Svevi consolidarono la roccaforte che assunse le sembianze dei tipici manieri federiciani. Nel castello di Viggianello dimorò anche l’imperatore Federico II di Svevia. Dal XV secolo Viggianello è feudo della nobile famiglia dei Sanseverino, principi di Bisignano. Durante il breve governo della Repubblica Napoletana del 1799, quando il comune era menzionato col nome di Aviglionello, rientrò nell’ordinamento amministrativo del dipartimento del Crati e, a livello più strettamente locale, del cantone di Lauria. La dinastia borbonica del Regno di Napoli, ritornata al potere, cadde nuovamente pochi anni dopo e Viggianello si organizzò in comune nel 1808 secondo i nuovi emendamenti francesi; partecipò, poi, attivamente alle fasi dell’unità d’Italia. In particolare queste terre furono teatro di scontro fra briganti ed esercito piemontese: l’oralità conserva ancora gesta ed aneddoti di uccisioni, razzie, battaglie e imboscate